Latest News
Visualizzazione post con etichetta Tecnologie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tecnologie. Mostra tutti i post

reverb plug-in gratis - M30 Studio

Posted by Electronic Trip on 16 nov 2009 , under , | commenti (0)




La TC Electronic ha annunciato che M30 Studio, ovvero un plug-in per effetto reverb è disponibile gratuitamente per 3 giorni, e quindi potete procurarvelo, senza spendere i soldi del suo valore reale...cioè 79$.


Il riverbero dell' M30 si adatta perfettamente alla voce, ma può anche essere utilizzato con una vasta gamma di strumenti e materiale audio.
È dotato di un algoritmo superbo che è completamente modificabile ed è un plug-in che è possibile utilizzare in ogni tipo di produzione musicale e su tutti i tipi di strumenti e voce.

Per il download ed ulteriori informazioni, vi rimando al sito del VST: LINK

VST gratis - organo antico

Posted by Electronic Trip on 14 nov 2009 , under , | commenti (0)




Autodafe hanno rilasciato B8 Organ, uno VSTi che emula un organo. Ecco le sue caratteristiche:


In pratica il B8 è una riproduzione degli antichi organi degli anni '60-'70...i tipici organi da chiesa come gli Hammond, e riproduce anche gli stessi tipi di suoni grazie a ben 9 oscillatori che offrono svariate combinazioni.


La cosa più interessante è che il download è gratuito...eccovi il link: DOWNLOAD


La musica elettronica fa bene ai bimbi autistici

Posted by Electronic Trip on 10 nov 2009 , under | commenti (0)



Utilizzando lo strumento musicale più incredibile che sia mai stato inventato un gruppo di ricercatori canadesi dopo i primi incoraggianti risultati porta avanti la sua ricerca.
Questo strumento elettronico consente a più esecutoridi muovere e ruotare oggetti solidi su di un tavolo luminoso ed interattivo creando straordinari effetti acustici e visivi.
Lo strumento in questione è stato ideato nel 2003 da un gruppo di ricercatori capitanato da Sergi Jordà dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona, è stato utilizzato anche da Bjork per la prima volta durante il Coachella Festival del 2007 in California.
Il tutto consiste in un'interfaccia data da un touchscreen situato nel piano superiore di un tavolo su cui si usano numerosi dadi che servono a creare e modificare varie forme d'onda che componeranno un pattern sonoro.
Questo oggetto interattivo se così lo possiamo chiamare emula a tutti gli effetti un sintetizzatore analogico, oltre all'aspetto audio è presente una telecamera che analizza le diverse posizioni degli oggetti e in sincronia con gli eventi sonori crea effetti luce interttivi.
Il nome dello strumento è ReacTable e avrebbe rilevato anche sorprendenti potenzialità terapeutiche
grazie a uno studio sostenuto da Olivier Lalonde (ricercatore canadese esperto in tecnologie del suono su pazienti autistici.
Ecco un paio di video in cui si vede il Reactable in funzione:










Bend Box : sintetizzatore gratuito

Posted by Electronic Trip on 5 nov 2009 , under , | commenti (0)



Bend Box è un software che emula un sintetizzatore con un circuito-dispositivo di piegatura. Può essere utile per fare esperimenti e per la creazione di effetti vari. Tutte le manopole possono essere modificate manualmente o tramite controller MIDI, assegnabili in modo molto semplice.
Inoltre è disponibile la MIDI automation.
Con Bend Box è possibile ottenere un'ampia gamma di suoni: dal gorgoglio morbido a strani timbri melodici.

Questo sowtfare è assolutamente gratuito, e potete scaricarlo da questo sito: LINK

Inoltre, eccovi un video che vi mostra come funziona il synth.


Gratis: Virtual Electric Piano per Windows

Posted by Electronic Trip on 23 ott 2009 , under , | commenti (0)





La Mokafix ha introdotto Reeds Glue - un pianoforte elettrico virtuale gratuito per Windows, basato su un meccanismo Pianet.

Reeds Glue usa la sintesi reattiva che emula ogni parte del processo di generazione del suono.
La risposta è attentamente emulata, producendo uno strumento molto espressivo, con grande dinamica.

Elenco funzionalità:

• curva della velocità di controllo
• parametri fisici adeguamenti
• Seemless risposta dinamica
• Endless sostenere decadimento
• Suono da EP autentico, grazie alla sintesi reattiva

GlueReeds è freeware. è disponibile come VSTi per PC.

Download: LINK

Crea musica elettronica: Tony B machine 3

Posted by Electronic Trip on 13 ott 2009 , under | commenti (0)





Avete sempre sognato di poter comporre della musica elettronica, ma non avete nè i mezzi (sintetizzatori, mixer, campionatori ecc...), nè il tempo di imparare ad usarli?

Anche questa volta, internet ci viene in aiuto!

Tony-B machine è un'applicazione web, dalla grafica povera, ma dalle enormi potenzialità, infatti potremo creare, modificare e perfino registrare i nostri pezzi (li potremo salvare solo dopo esserci registrati gratuitamente)!
In più potremo ascoltare i pezzi degli altri user e condividere idee e opinioni.

Per imparare ad usarlo, è presente nel sito un tutorial che spiega come usare la consolle virtuale, che comunque è molto intuitiva e semplice da usare.

Finalmente anche chi non si può permettere tutte le apparecchiature necessarie e chi ha poco tempo potrà iniziare a creare i propri pezzi, direttamente sul web!
Se siete interessati, vi invito a visitare il sito: LINK

Dirty Electro Synth Loops

Posted by Electronic Trip on 12 ott 2009 , under | commenti (0)





La ditta Prime Loops (software di campionamento audio) annuncia il rilascio del pacchetto “Dirty Electro Synth Loops”, contenente 100 loops (che durano fino a 60 secondi l’ uno) di effetti a bassa frequeza “electronic bass”, con generi che spaziano dalla Electro alla Tech, Minimal, Breaks e altri ancora. Molti i formati di campionamento, dal WAW all’ Apple Loops; gli effetti sono suddivisi in base alla tonalità e ognuno di essi può essere “sequenziato” con tempi da 125 a 130 Bpm. Per download e altre informazioni su tutti i prodotti Prime Loops, LINK.

Panasonic & SRS

Posted by Electronic Trip on 11 ott 2009 , under | commenti (0)








Panasonic si è aggiudicata l’ esclusiva per la nuova generazione del sistema SRS Circle Surround, abbinandola, almeno per il momento, alla consolle multimediale per automobili Strada F-Class CN-HX3000D. Tra le novità introdotte:
• Sensazione di piena immersione indipendentemente dalla posizione ocupata nell’auto.
• L’audio viene calibrato in modo da arrivare ad “altezza orecchio” di ogni passeggero
• Suddivisione da 4 a 6.1 canali
• Risposta ai bassi migliorata per una maggior ricchezza della “base”
• Medie e alte frequenze rielaborate per effetto cristallino
Al momento non ancora disponibile in Europa, ma solo in Giappone. Se conoscete il giapponese ecco il LINK

Tribal Elements

Posted by Electronic Trip on 10 ott 2009 , under | commenti (0)





Annunciato dalla tedesca Mutekki il rilascio della libreria audio professionale Tribal Elements (su DVD) contenente effetti, campionati in WAW a 24 bit, “tribali” per percussioni. Sono sfruttabili sia in fase di composizione che in sessioni live, presentando infatti diversi formati di loop e suoni. Scaricabile dal sito a 79.99 € oppure ordinabile su DVD a 85.00€. Per ulteriori informazioni : LINK.

Prodigy – un nome un perché

Posted by Electronic Trip on 8 ott 2009 , under | commenti (0)





Il nome del celeberrimo gruppo The Prodigy, altro non è che il nome di un modello di Moog, la mamma di tutti i synth analogici… Prodotto solamente tra il 1979 e il 1984, è stato fin da subito etichettato, erroneamente, visto come è stato poi ripreso e reinventato dai vari Depeche, Blur, Prodigy,ecc…., come il Moog “da mavcione che non c’ha il gvano”. Cazzate a parte, questo piccolo analog synth (37 tasti da Fa a Do) era stato pensato come “entry level” della costosa famiglia Moog. Coniugava buone e meno buone caratteristiche: prima di tutto, non richiedeva di sicuro una laurea in ingegneria anche solo per accenderlo e farlo funzionare, in quanto costituito da due soli oscillatori generanti 3 forme d’onda (square, triangle o ramp), che potevano funzionare in sync oppure sfasati a piacimento tramite manopola sul secondo oscillatore…il mixer consisteva fondamentalmente in un filtro passa basso, che permetteva di tagliare e “moddare” i due segnali, creare auto oscillazione (sì avvicina ad una sorta di sequencer) . Infine un filtro per attacco, tempo di decadimento (fino a 10 secondi) e tempo di sustain della nota e le classiche manopole per pitch dei toni e modulazione delle frequenze. Punto. Completo e semplice allo stesso tempo, ma con un suono all’ altezza degli scintillanti fratelloni. Uniche pecche una qualità dei materiali non proprio al top, facilità di rottura dei vari selettori e la mancanza di un filtro per aggiungere rumori (white o pink). Su questo link potete trovare una beve ma esauriente travia sui Moog (P.S. il canale da cui è tratto è QOOB TV, che trovate sul digitale terrestre…è un po’ particolare come canale, una sorta di MTV mooooolto anticonvenzionale). Saluti!

Plasma speaker

Posted by Electronic Trip on 7 ott 2009 , under | commenti (0)







L’idea non è nuova, si torna infatti al 1978, quando un folle genio, il fisico Alan Hill, pensò bene di rivoluzionare il modo di far suonare gli alti, inventando dei tweeter completamente rivoluzionari e inserendoli all’ interno degli altoparlanti (composti da altre membrane classiche per medi e sub) Hill Type 1. Come? Prendendo una bella bombola di elio e due elettrodi…può sembrare roba da pazzi, ma in realtà… in cosa consiste questo? Se voi prendete l’elio e lo mettete tra i due elettrodi, sotto una bella tensione (migliaia di volt), riuscirete a creare un qualcosa simile a uno ionizzatore, in grado di portare il gas di elio allo stato di plasma…qual è la figata del plasma? Il plasma è “quasi” senza massa e quindi, non avendo la massa delle membrane dei classici altoparlanti in movimento, che creano “colori” e distorsioni dovute al loro stesso vibrare, eccita direttamente le molecole d’aria e l’effetto è un realismo quasi surreale: non avendo infatti una cassa di risonanza, ed essendo le onde sonore trasmesse dal plasma sottoforma di onde sferiche in fase, non si riesce ad identificare la provenienza del suono… tra i drawbacks, il fatto che tale sistema funzioni bene solo per alte frequenze (nelle Hill Type1 gli venivano indirizzate le parti di segnale dai dai 700 Hz in su), ed infatti funge da tweeter, che consumi come una centrale a carbone e che, se mettete le mani dove non si deve, vi prendete una bella scossa ma soprattutto una bella bruciatura (l’elio per essere allo stato plasma è incandescente). Per questi motivi tale sistema è rimasto una mosca bianca, ma che trovo assolutamente affascinante. Ultimamente inoltre, alcuni temerari hanno tentato di ricreare un sistema simile “homemade”, ottenendo un effetto sicuramente spettacolare da vedere…vi posto il link: SITO

ElectroVideoAmbiente a Torino

Posted by Electronic Trip on 6 ott 2009 , under , | commenti (0)







Da diverso tempo ci si chiede come far entrare nelle teste dei giovani il tema dell'ecosostenibilità...la soluzione arriva dall'Olanda!

EVA (acronimo di ElectroVideoAmbiente) è il progetto con cui Associazione Culturale Situazione Xplosiva esplora le connessioni-relazioni tra musica elettronica, elettroacustica, il suono e il rispetto dell’ambiente, la natura, l’ecologia.

A Torino (presso Torino esposizioni), EVA presenterà il dancefloor sustainable dance club....ovvero la prima pista da ballo che riesce a riutilizzare l'energia generata dalle persone che ci ballano sopra! Naturalmente si potrà provare dal vivo




In consolle si alterneranno vari iartisti sia Italiani che internazionali:
Shackleton, Dexter,Max Casacci, DJ Fede, Marcelo Tag, Miss Lara, Sergio Ricciardone, Vaghe Stelle, Giorgio Valletta.
Intorno alla discoteca verrà spiegato cosa lega musica elettronica, elettroacustica, il suono con il rispetto dell’ambiente, la natura, l’ecologia, grazie a workshop e proiezioni.

L'evento iniziarà il 7 ottobre e proseguirà fino a domenica 11.
Per avere maggiori informazioni e il programma completo, clickate QUI.


Il video qui sotto spiega come funziona a discoteca "eco sostenibile"


Valvole sì, valvole no?

Posted by Electronic Trip on , under | commenti (0)







Si sa, siamo sempre portati a seguire le nuove mode, le nuove tecnologie, le ultime novità di mercato, a maggior ragione nel campo audio, dove ormai il digitale regna sovrano. Ma c’è un gruppo di fortunati audiofili che dispone delle virtù ( pecuniarie, ovviamente) per potersi concedere il delizioso sound di un amplificatore valvolare. Come si intuisce dal nome, questi amplificatori non sfruttano la tecnologia a transistor, che tra gli anni ‘60 e ’70 ne ha decretato morte (apparente) o per lo meno li ha relegati ai vari Marshall per strumenti come basso e chitarra elettrica, ma bensì la famigerata valvola termoionica (quelle che potete trovare nei primi televisori dei nostri nonni). Ma cos’ avranno poi di speciale questi amplificatori? Un valvolare in classe A, che dovrebbe essere o almeno viene millantato come il top di gamma, consuma infatti come una lavatrice, scalda come una stufa e se lo usate con costanza, dovrete cambiare le valvole nel giro di un anno… un amplificatore “tradizionale” a transistor, per come lo intendiamo noi, non richiede particolare manutenzione, è decisamente più ecologico, è più compatto e potete anche appoggiarci sopra la gondola di plastica senza che si fonda.




E allora?


E’ un qualcosa che non si può descrivere con valori di tensioni, correnti guadagni e rendimenti, o almeno, anche facendo ciò, non si riuscirebbe a descrivere quella sensazione che ti arriva “a pelle” quando senti musica amplificata da un valvolare: il suono è infatti “colorato”, caldo, se volete più “nature”, gli Hammond riprendono quel tono che il transistor gli aveva tolto, le distorsioni sono più fluide…questo perché, per metterla in termini semplici senza tirare in ballo correnti di collettore, tensioni di attivazione, diagrammi di Bode e altra robaccia elettronica, il sistema che regola lo scorrimento degli elettroni, e quindi della corrente, non è un rude e freddo transistor che sta su ON oppure OFF, ma un tenero “rubinetto catodoso” che perde un po’, e ammorbidisce il tutto….e se poi volete convertirvi (anzi, ri-convertirvi) all’analogico puro collegandovi un giradischi, invece di un lettore cd, otterrete una pienezza del suono che forse solamente i Super Audio CD (di cui spero potrò trattare in seguito) possono darvi, ma di sicuro con molto meno fascino vintage. E torniamo quindi ai giorni nostri, dove la riscoperta di questo sistema,trovato in mansarda pieno di polvere, ha dato l’ idea ad alcune aziende di riportarlo in vita in chiave moderna: è ad esempio il caso dell’ italiana AVR (SITO). Una bella confezione in materiali di alta qualità, look retrò, ma al contempo connettori moderni, e avrete tutti gli ingredienti per proporre 8 amplificatori valvolari con tanto di scelta piuttosto differenziata in ambito di potenze, classi di amplificazione e possibilità di intervento sui componenti (alcuni modelli hanno addirittura il Bias regolabile e quindi vi troverete lì con valvole da rimontare, oscilloscopio e multimetro per trovare il settaggio ideale). In definitiva, se una vostra lontana parente, buonanima, vi ha lasciato in eredità dai 500€ in su (molto in su) e siete inguaribili romantici fan dell’ elettronica analogica, beh, non potete proprio farvi mancare un pezzo così!Saluti a tutti!

Muse e Tecniche avanzate di mixaggio elettronico

Posted by Electronic Trip on 5 ott 2009 , under | commenti (0)







L’altro giorno stavo leggendo un articolo sul numero di Ottobre di Wired e ho ritenuto che l’argomento trattato poteva essere “well fitted” all’ interno di questo blog, ma più che altro che sarebbe stato interessante approfondire alcuni aspetti citati, ma non meglio approfonditi. Ho cercato dunque, di scoprire qualcosa di più. Il nuovo album dei Muse “The Resistance” , uscito l’ 11 settembre scorso, è infatti passato, lungo la sua laboriosa fase di montaggio, anche nel nostro Bel Paese. Più precisamente in quel di Milano, in una o più delle 4 sale di registrazione delle Officine Meccaniche, in zona Navigli, diretti dall’ ex componente dei PFM, Mauro Pagani. Ciò che ha portato i Muse fin da noi, è stata la possibilità di trovare in questo ambiente la giusta scenografia musicale per arrangiare i loro pezzi, sfruttando le avanzate tecnologie elettroniche di mixaggio messe a disposizione e fondendole con gli altri strumenti old style reperibili in questa fabbrica di musica. Ed è proprio sulla parola “Tecniche avanzate di mixaggio elettronico” che mi si è accesa la lampadina: vengono infatti citati un software di registrazione di stra-ultima generazione chiamato Pro-Tools e una tecnologia Solid State su console SSL 4000G. Ora, per gli esperti del settore saranno sicuramente molto noti, ma io, da utente appassionato ma non ancora “imparato”, ho voluto saperne di più e narrare ad eventuali curiosi come me di cosa si tratta.




Partiamo dalla tecnologia Solid State: diciamo, tanto per dare un’ idea, che questa indica un sistema di archiviazione di dati che non sfrutta hardware con parti in movimento, come ad esempio gli Hard Disk, ma periferiche di tipo Flash (per capirci, quelle di un lettore mp3). Per fare un confronto, se un hard disk tradizionale compie fino a 200 trasferimenti/sec, una tecnologia a stato solido può arrivare fino a 20.000 e permette di avere fasi di scrittura-monitoraggio in contemporanea! Quindi, per il campo della registrazione audio digitale di altissima qualità, la possibilità di campionare e immagazzinare a tale velocità, si traduce in un numero straordinario di dati, quindi maggiori informazioni, quindi maggior fedeltà. Nella realtà, tutto ciò questo prende forma nella console SSL 4000G sopra citata, che coniuga componenti hardware collegabili con Fire Wire a un potente software di elaborazione e monitoraggio. Tra gli innumerevoli strumenti di quest’ ultimo, abbiamo in particolare un compressore stereo riconosciuto a livello mondiale come “the best”, un processatore per i suoni della batteria, che rende i piatti brillanti e attenua gli eventuali rimbombi dei bassi, un equalizzatore dinamico per la lavorazione sia post-registrazione che “live”, un modulo PCI per la connessione al pc e un ulteriore compressore multicanale , per la registrazione appunto su diversi canali (6 al massimo). Il tutto viene poi condito in ultimis con Pro Tools, software super professionale per combinazione, editing e finalizzazione delle varie registrazioni. Naturalmente si potrebbero trattare per ore e in modo sicuramente molto più approfondito queste tecnologie, andando a toccare, in tutta onestà, campi purtroppo a me ancora sconosciuti, ma spero almeno di aver fornito qualche dato utile.. colgo inoltre l’ occasione per rinnovare l’invito a fornire contributi e intavolare discussioni costruttive che possano portare vantaggi a tutti e allego per i più curiosi i link a quanto citato in questo articolo! Saluti!



Creative Zen X-Fi 2 – L’ HI-FI sempre più portable

Posted by Electronic Trip on , under | commenti (0)






Da qualche settimana è sbarcato anche in Italia il lettore multimediale Creative Zen X-Fi 2…ed è stato uno sbarco abbastanza in sordina, in quanto in pochi lo conoscono…compresi i commessi dei vari negozi di elettronica di consumo di Torino, che alla domanda: “Ma per caso, vi arriva l’ X-Fi 2 della Creative?”, dopo aver fatto una smorfia come se gli avessi chiesto se in casa loro c’è l’acqua corrente, mi rispondono un “Eeeeh….lo stiamo aspettando”, ma, mi ci gioco le balle, per loro l’ X-Fi 2 è un modello di aspirapolvere. Anyway, uno lo guarda e dice: “ Ma guarda sti qui, si svegliano adesso e tentano di fare una brutta copia dell’ Ipod Touch”. E qui iniziano le differenze: Creative è specializzata nel campo audio da diverso tempo prima di Apple e compagnia ed ha sempre puntato più sull’alta fedeltà audio che sugli effetti scenografici. Senza togliere niente agli Ipod, che sono ottimi riproduttori portatili , bisogna dire che qui è un altro pianeta in termini di qualità audio. Lo si capisce già a primo sguardo, notando che gli auricolari forniti “di serie” sono dei fantastici in-ear modello EP-630, che isolano perfettamente dall’esterno e forniscono una bella sensazione di suono pieno e potente su tutta la dinamica delle frequenze (ndr. le ho provate su un altro lettore Creative in attesa di avere questo!). Il processore X-Fi (extreme fidelity), cuore pulsante del dispositivo, è lo stesso già montato sulla precedente versione dello Zen X-fi e si distingue dai tradizionali amplificatori per riuscire “magicamente”a compensare le lacune del segnale. E qui sarebbe interessante svelare questo “magicamente”, ma penso uno debba lavorare in Creative per riuscire a sviscerare tali segreti, anche se in fondo credo si tratti di utilizzare una sorta di equalizzatore che capisce esattamente quando e dove intervenire per dare una spinta alle frequenze “tagliate” o attenuate dal pratico, ma non eccellente, formato mp3. Tutto questo si traduce in una voce cristallina, strumenti “vivi” e bassi belli grassi; questo stando almeno a quanto promettono le brochure….ma per dirvi di più, aspetterò di averlo (a breve, si spera).






Ora, cos’ altro è cambiato rispetto allo Zen precedente? Beh, prima di tutto una tiratina dal chirurgo plastico lo ha portato a perdere un po’ di spessore (ma non peso: 75 grammi contro 70) e assumere un look decisamente più cool: niente tasti infatti, ma touch screen sensibile alla tensione sulle vostre ditina (badate, non a pressione) e un’ interfaccia grafica carina ma pressoché invariata… certo, dimenticatevi la fluidità Apple (speriamo in un aggiornamento firmware che risolva): l’ interfaccia risponde infatti ai comandi con un po’ di pigrizia, ma resta assolutamente accettabile, soprattutto se considerate il prezzo: 149.99€ per 16 Gb (contro i 229€ dell’ Ipod Touch). Non sto ad annoiarvi con ulteriori particolari tecnici, per i quali vi linko il sito della casa ove troverete risposte alle vostre domande: SITO .


In definitiva, con questa modica cifra mettete in saccoccia un vero Hi-Fi portatile, che, certo, non avrà tutte le applicazioni fighissime dell’ Ipod, ma di sicuro farà quello per cui è nato: riprodurre musica egregiamente. Se quindi siete Hi-Fi dipendenti come il sottoscritto e magari strizzate l’occhio più ai flac (di cui parleremo) che agli mp3, fateci un pensiero…sennò...anche la Cowon…mica male (TO BE CONTINUED)…

Related Posts with Thumbnails